{"id":9699,"date":"2019-12-11T11:40:00","date_gmt":"2019-12-11T10:40:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cumpane.it\/cumpane\/?p=9699"},"modified":"2023-03-20T22:11:50","modified_gmt":"2023-03-20T21:11:50","slug":"la-beatitudine-degli-afflitti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cumpane.it\/cumpane\/2019\/12\/11\/la-beatitudine-degli-afflitti\/","title":{"rendered":"La beatitudine degli afflitti"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"has-text-align-right wp-block-paragraph\"><strong>Il discorso della montagna &#8211; secondo incontro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1 <\/strong>\u2013 Dopo\nla beatitudine dei poveri in spirito, il testo della CEI numera la beatitudine\ndegli <strong>afflitti<\/strong> (nel testo latino e\nin alcuni documenti greci la seconda beatitudine \u00e8 quella dei <strong>miti<\/strong>): \u201c<strong><em>Beati gli afflitti perch\u00e9 saranno\nconsolati<\/em><\/strong>\u201d (Mt.5,4). Come nella precedente beatitudine, anche in questa\nsi nota la medesima costruzione letteraria. Essa \u00e8 costituita da due parti: la\nprima \u00e8 un <em>macarismo<\/em> (beati) seguita\nda una categoria di persone (afflitti); la seconda, introdotta da un <em>perch\u00e9<\/em>, \u00e8 la <em>giustificazione o motivazione<\/em> della beatitudine, cui si collegano\nuna promessa e una ricompensa presenti o future.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2 <\/strong>\u2013 <strong>Chi sono gli afflitti<\/strong> <strong>?<\/strong> \u2013 L\u2019 A.T. , fedele al discorso\nebraico che non procede per concetti astratti (come avviene nella nostra\ncultura occidentale), bens\u00ec per immagini concrete, non possiede un vocabolo che\nsi riferisca al sentimento dell\u2019afflizione o di sofferenza in quanto tale, ma\nmolteplici termini che indicano le manifestazioni esteriori che distinguono le\ntante forme di dolore: <em>hibh el<\/em> allude\nai sintomi del parto; <em>hil<\/em> ai tremiti\ndi un corpo sofferente; <em>ebhel <\/em>al\nlutto; <em>mispedh <\/em>ai lamenti di un\nafflitto; <em>mar<\/em>&nbsp; al senso di tristezza, conseguente al dolore\nfisico e spirituale. L\u2019Apocalisse di s.Giovanni cos\u00ec sintetizza l\u2019afflizione: \u201c<em>Dio terger\u00e0 ogni lacrima dai loro occhi; non\nci sar\u00e0 pi\u00f9 la morte, n\u00e9 lutto, n\u00e9 lamento, n\u00e9 affanno<\/em>\u201d (21,4). Dunque,\nogni causa di dolore \u00e8 ricompresa nell\u2019afflizione (malattie fisiche, morte di\ncongiunti, inimicizie e tradimenti, persecuzioni e ingiustizie, solitudine e\nabbandono, infelicit\u00e0 di parenti, povert\u00e0 materiale, ecc.). Dunque, chi \u00e8 <strong>afflitto,<\/strong> in ogni modo, \u00e8 <strong>beato<\/strong>: \u00e8 un paradosso che appare\nradicalmente contrario all\u2019esperienza comune. E, ancor pi\u00f9, \u00e8 in contrasto con\nl\u2019agire di Ges\u00f9 che si oppone alla sofferenza. Non \u00e8 Ges\u00f9 il Cristo che adempie\nla profezia di Isaia: \u201c<em>Lo Spirito del\nSignore&#8230;mi ha mandato per annunziare ai poveri un lieto messaggio, per\nproclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista, per rimettere in\nlibert\u00e0 i prigionieri<\/em>\u201d (Lc.4,18) ? Non \u00e8 Ges\u00f9 il Cristo che opera\nguarigioni di ogni tipo fisico e morale ? Non \u00e8 Ges\u00f9 il Cristo che fa risorgere\nla figlia di Giairo, il figlio della vedova di Nain, l\u2019amico Lazzaro ? Non \u00e8\nGes\u00f9 il Cristo che supplica il Padre di allontanargli il calice della passione\n? Come si spiega tale incredibile paradosso ? Eppure, l\u2019evangelo \u00e8 chiaro: <em>beati (sono) gli afflitti, i piangenti<\/em> \u2013\n<em>makarioi oi penthountes<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3 \u2013 Perch\u00e9\ngli afflitti sono fin d\u2019ora beati ? \u2013 <\/strong>Prestiamo bene attenzione: l\u2019evangelo\nnon afferma che gli afflitti <strong>saranno\nbeati<\/strong>, ma che essi <strong>saranno\nconsolati<\/strong>: la beatitudine \u00e8 presente, la consolazione \u00e8 futura. Per\ncapire, bisogna guardare l\u2019elenco delle nove beatitudini: il suo ordine\nprincipia con quella della dei poveri in spirito. Il primato di tale\nbeatitudine non \u00e8 casuale, ma <strong>fondamentale<\/strong>,\nnel senso che <strong>tutte le beatitudini si\nbasano su quella della povert\u00e0 in spirito<\/strong>: questa \u00e8 la condizione <em>sine qua non<\/em> di ogni altra beatitudine.\nGli afflitti, allora, sono beati non solo e non tanto perch\u00e9 piangono, ma\nperch\u00e9 sono poveri in spirito. Ricordiamo che tale povert\u00e0 esige l\u2019accettazione\ndel Vangelo, l\u2019amore di Cristo e per Cristo prima di tutto, <strong>l\u2019essere mistico<\/strong> con Lui (<em>Chi non \u00e8 con me, \u00e8 contro di me<\/em>.\nLc.11,23), nel linguaggio di s.Matteo, l\u2019accoglienza del Regno di Dio. Per i\npoveri in spirito il Regno \u00e8 gi\u00e0 presente, \u00e8 gi\u00e0 in opera: per questo essi sono\nbeati fin d\u2019ora. E\u2019 questa beatitudine fondamentale che rende beati gli\nafflitti, non l\u2019afflizione in quanto tale. Senza la povert\u00e0 in spirito, la\nsofferenza, anche del povero materiale, resta quello che intrinsecamente \u00e8: una\ndisperazione, una disgrazia, una dannazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>4 \u2013 Gli\nafflitti saranno consolati \u2013<\/strong> Quel \u201csaranno\u201d apre la prospettiva finale\nescatologica, verso cui il <em>mysterion <\/em>di\nDio, cio\u00e8 la sua volont\u00e0 d\u2019amore e il suo piano di salvezza, indirizza tutta la\nstoria dell\u2019uomo e del creato. Ma tale escatologia del Regno di Dio, se si\ncompie nella sua definitivit\u00e0 eterna (\u201c<em>non\nci sar\u00e0 pi\u00f9 la morte, n\u00e9 lutto, n\u00e9 lamento, n\u00e9 affanno<\/em>\u201d), \u00e8 gi\u00e0 in azione\nin questo tempo che volge verso la fine. Il Regno \u00e8 gi\u00e0 \u201c<em>arrivato sulla terra<\/em>\u201d, esso \u201c<em>si\nmanifesta nella stessa persona di Cristo<\/em>\u201d, di esso la Chiesa \u201c<em>costituisce in terra il germe e l\u2019inizio<\/em>\u201d\n(Cfr. Concilio Vaticano II, <em>Lumen Gentium<\/em>\n5). Dunque, gli afflitti (e siamo tutti noi) sono beati in quanto essi gi\u00e0 sono\nentrati in questo Regno iniziale, in virt\u00f9 della loro povert\u00e0 in spirito che \u00e8\nappunto il biglietto d\u2019ingresso nel Regno, presente in mistero. E in quanto\nbeati, essi gi\u00e0 godono di una presente felicit\u00e0, garantita dalla loro <strong>fede<\/strong> in Dio-Trinit\u00e0 e dalla loro\nesperienza mistica di <strong>carit\u00e0<\/strong> dello\nstare \u201c<em>con Cristo<\/em>\u201d, animata dalla <strong>speranza<\/strong> certa della consolazione\nperfetta: <strong>fede, speranza e carit\u00e0<\/strong>,\ninfuse dalla <strong>grazia<\/strong>, germinate e arricchite\nnella <strong>Convocazione ecclesiale dello\nSpirito. &nbsp;<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5 \u2013 Beatitudine\ne consolazione \u2013<\/strong> Nella prospettiva dell\u2019escatologia del \u201c<strong>gi\u00e0<\/strong>\u201d ma \u201c<strong>non ancora<\/strong>\u201d, beatitudine e consolazione sono realt\u00e0 correlative,\nnel senso che l\u2019una non sta senza l\u2019altra: la beatitudine apre alla\nconsolazione; la consolazione compie la beatitudine. Sono realt\u00e0 in una tensione\ndinamica incessante: la beatitudine attinge il suo dinamismo dalla speranza,\nsorretta dalla fede e vivificata dalla carit\u00e0, di raggiungere la consolazione\nperfetta; la consolazione, a sua volta, non solo attrae la beatitudine come suo\ncompimento finale, ma la informa progressivamente e gradualmente nel suo\navanzare. Ma qual \u00e8 il principio che muove la beatitudine verso la consolazione\ne spinge la consolazione a calamitare e ad intridere la beatitudine ? <strong>La mistica della sequela di Cristo<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>6 <\/strong>&#8211; <strong>La<\/strong> &nbsp;<strong>sequela\ndi Cristo<\/strong><strong> \u2013 <\/strong>Abbiamo detto\nche la fede \u00e8 conoscenza ed esperienza. I santi sono profondi conoscitori\ndell\u2019Evangelo e, nel contempo, lo vivono e lo testimoniano in\nun\u2019identificazione mistica con Cristo che li rende ciascuno <em>alter Christus<\/em>, sino addirittura all\u2019<em>ipse Christus<\/em>.La chiamata di Ges\u00f9, ieri come oggi, per ciascuno di noi, si\nesprime con queste parole: \u201c<em>Vieni e\nseguimi<\/em>\u201d (Mc.10,21); \u201c<em>Seguitemi<\/em>\u201d\n(Mt.4,19). La sequela di Cristo, senza cui il cristiano diviene un paralitico, \u00e8\ntesa a conformare la nostra vita sulla sua vita terrena divino-umana e quindi a\nrivivere tutti i <strong>misteri<\/strong> di questa\nvita che tutti assumono un valore e un potere salvifico. L\u2019 <strong>imitazione di Cristo<\/strong> non \u00e8 la copia di\nun modello esteriore, bens\u00ec l\u2019integrazione di s\u00e9 nella Persona vivente di\nCristo che, per lo Spirito, con lo Spirito e il Padre, viene nella nostra\ninteriorit\u00e0 per dimorarvi. Ecco la <strong>vita\nmistica<\/strong>. Questa presenza interiore di Dio, frutto della povert\u00e0 in spirito,\ncomporta un nostro essere con Cristo estremamente dinamizzato dal \u201c<em>Vieni e seguimi<\/em>\u201d. San Paolo, in\nparticolare, \u00e8 il teologo del <strong><em>syn<\/em><\/strong>, della vita <strong><em>con<\/em><\/strong> Cristo. Noi \u201c<em>siamo morti syn Christo-con Cristo<\/em>\u201d\n(Rom.6,8); \u201c<em>consepolti con lui nel\nbattesimo<\/em>\u201d (Col.2,12); con lui Dio \u201c<em>ci\nha conresuscitati<\/em>\u201d (Ef.2,6). L\u2019essere con Cristo, allora, alla sua sequela,\nci porta a <strong>salire sulla Croce<\/strong> con\nlui, a partecipare alle afflizioni di questo <strong>Uomo dei dolori<\/strong> \u201c<em>che ben\nconosce il patire, uno davanti al quale ci si copre la faccia<\/em>\u201d come\nprofetizza il Deutero-Isaia nel quarto canto del Servo di Dio (53,3). Ecco il\ngrande segno di contraddizione che non facilita la fede, ma la tenta sino allo\nscandalo e al gelarsi della carit\u00e0 (cfr.Mt.24,10-12), sino all\u2019inquietante\ninterrogativo di Ges\u00f9: \u201c<em>Quando il Figlio\ndell\u2019uomo ritorner\u00e0, trover\u00e0 ancora la fede sulla terra ?<\/em>\u201d (Lc.18,8). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>7 \u2013 La\npotenza salvifica dell\u2019afflizione<\/strong> \u2013 Sempre il Deutero-Isaia rivela: \u201c<em>Egli si \u00e8 caricato delle nostre sofferenze,\nsi \u00e8 addossato i nostri dolori\u2026trafitto per i nostri delitti, schiacciato per\nle nostre iniquit\u00e0<\/em>\u201d(53,4-5). E\u2019il <em>mysterion\n<\/em>di Dio: \u201c<em>Il Signore fece ricadere su\ndi lui l\u2019iniquit\u00e0 di noi tutti<\/em>\u201d (53,6). Con l\u2019iniquit\u00e0 di noi tutti, \u00e8 entrata\nnel mondo la morte: \u201c<em>la morte ha\nraggiunto tutti gli uomini, perch\u00e9 tutti hanno peccato<\/em>\u201d (Rom.5,12). Dall\u2019abisso\ndi morte e di afflizione, in cui siamo precipitati, nessuno ha il potere e la\nforza di risalire per salvarsi. L\u2019autosufficienza salvifica di tanta cultura\nmoderna \u00e8 un\u2019illusione, un\u2019insensatezza, una bestemmia. Solo l\u2019unico Innocente,\nl\u2019unico Giusto, a immagine del quale siamo stati creati, il Figlio di Dio, che\n\u00e8 Dio, incarnandosi pu\u00f2 scendere in questo abisso e caricarsi della nostra morte\nnella sua morte, della nostra sofferenza nella sua sofferenza, cos\u00ec che con la\nsua risurrezione Egli pu\u00f2 risalire dall\u2019abisso di morte e di sofferenza e noi\ncon Lui. <strong>L\u2019afflizione dell\u2019Incarnato \u00e8\nla via maestra della nostra salvezza<\/strong>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>8 \u2013 La\nmistica della sofferenza \u2013 <\/strong>Se il Figlio di Dio ci ha incontrato\nnell\u2019unico luogo o stato in cui eravamo, quello della sofferenza e della morte,\nper <strong>prendere su di S\u00e9 la nostra croce<\/strong>,\nallora non c\u2019\u00e8 altra via di salvazione per noi che incontrare il Figlio di Dio\nincarnato nell\u2019unico luogo o stato in cui ci ha liberato, la sua sofferenza e\nla sua morte, <strong>prendendo su di noi la sua\nCroce<\/strong>. Se ogni nostra croce \u00e8 una maledizione, la sua Croce \u00e8 una\nbenedizione, perch\u00e9 essa \u00e8 il principio di una vita nuova, la vita risorta, la\nvita che vince la morte: \u201c<em>O morte sar\u00f2 la\ntua morte<\/em>\u201d come canta la liturgia della Veglia pasquale. Non esiste\nalternativa al salire sulla Croce di Cristo, ove sono inchiodate tutte le\nnostre croci, per risorgere misticamente ogni mattina di Pasqua della Chiesa\nsino alla risurrezione finale della carne nella Pasqua del Regno di Dio. In\nquesta ottica profondamente cristiana, <strong>l\u2019afflizione\nnon \u00e8 disgrazia, ma grazia<\/strong>: ecco spiegato il paradosso: <em>Beati gli afflitti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>9 \u2013 I\ngradi della beatitudine degli afflitti \u2013 <\/strong>In una considerazione mistica\ndi tale beatitudine, \u00e8 possibile delineare una sua gradazione crescente: <strong>1<\/strong> \u2013 Compimento dei doveri, anche quando\nsono afflittivi; <strong>2 &#8211; <\/strong>Accettazione rassegnata\ndella sofferenza; <strong>3<\/strong> \u2013 Mortificazione\nvolontaria; <strong>4<\/strong> \u2013 Amore per la\nsofferenza: \u201c<em>O morire o patire<\/em>\u201d\n(s.Teresa d\u2019Avila), per ben morire ecco il patire cos\u00ec che il ben morire porti\na vedere Dio; <strong>5<\/strong> \u2013 Offerta di s\u00e9 come\nvittima di espiazione per i peccati del mondo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il discorso della montagna &#8211; secondo incontro 1 \u2013 Dopo la beatitudine dei poveri in spirito, il testo della CEI<\/p>\n","protected":false},"author":7,"featured_media":10822,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"colormag_page_container_layout":"default_layout","colormag_page_sidebar_layout":"default_layout","_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_feature_clip_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2},"jetpack_post_was_ever_published":false},"categories":[2,21],"tags":[],"class_list":["post-9699","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-4cultura","category-documenti"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9695,"url":"https:\/\/www.cumpane.it\/cumpane\/2019\/11\/26\/il-discorso-della-montagna-mt-5-7\/","url_meta":{"origin":9699,"position":0},"title":"Il  discorso della montagna &#8211; Matteo  5-7","author":"Michele Zappella","date":"26 Novembre 2019","format":false,"excerpt":"Esegesi biblica, Teologia, Mistica, Morale personale e sociale, Pastorale Cosimo Roselli Sermone della Montagna 1 \u2013 Come ascoltare la Parola di Dio: A \u2013 con atteggiamento orante e adorante; la Parola di Dio non \u00e8 un flatus vocis, come la nostra parola, ma \u00e8 Dio che parla, per cui nell\u2019ascolto\u2026","rel":"","context":"In &quot;Culture&quot;","block_context":{"text":"Culture","link":"https:\/\/www.cumpane.it\/cumpane\/category\/4cultura\/"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.cumpane.it\/cumpane\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/CosimoRoselliSermoneMontagna.jpg?resize=350%2C200&ssl=1","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.cumpane.it\/cumpane\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/CosimoRoselliSermoneMontagna.jpg?resize=350%2C200&ssl=1 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.cumpane.it\/cumpane\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/CosimoRoselliSermoneMontagna.jpg?resize=525%2C300&ssl=1 1.5x, https:\/\/i0.wp.com\/www.cumpane.it\/cumpane\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/CosimoRoselliSermoneMontagna.jpg?resize=700%2C400&ssl=1 2x"},"classes":[]},{"id":9897,"url":"https:\/\/www.cumpane.it\/cumpane\/2020\/04\/10\/shekina-%d7%a9%d6%b0%d7%81%d7%9b%d6%b4%d7%99%d7%a0%d6%b8%d7%94\/","url_meta":{"origin":9699,"position":1},"title":"SHEKIN\u00c0 \u05e9\u05b0\u05c1\u05db\u05b4\u05d9\u05e0\u05b8\u05d4","author":"Fabio Grassi","date":"10 Aprile 2020","format":false,"excerpt":"In pratica significa presenza. 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