La Carta di Assisi
«Un decalogo di principi teso a contrastare l’imbarbarimento del dibattito pubblico. Perché le parole d’odio fanno sempre più male, e non solo alla coscienza»padre Enzo Fortunato
Le tre fedi monoteiste hanno sottoscritto, per l’Italia, un decalogo deontologico: la Presidente della Comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, l’Imam della Grande Moschea di Roma, Saleh Ramadan Elsayed, il Prefetto del dicastero per la comunicazione del Vaticano, Paolo Ruffini, il Direttore di Civiltà Cattolica , Antonio Spadaro, il Custode del Sacro Convento di Assisi, Padre Mauro Gambetti. La “firma” nella sede FNSI rappresentata dal presidente Beppe Giulietti.
Carta di Assisi
1 – Scriviamo degli altri quello che vorremmo fosse scritto di noi.
L’ostilità è una barriera che ostacola la comprensione. Nel rispetto del diritto-dovere di cronaca e delle persone occorre comprendere.
2 – Non temiamo di dare una rettifica quando ci accorgiamo di aver sbagliato.
Una informazione corretta lo è sempre, sono la fiducia e la lealtà a costruire una relazione onesta con il pubblico.
3 – Tutti hanno diritto di parlare e di essere visibili. Diamo voce ai più deboli.
Difendiamo la nostra dignità di persone, ma anche quella altrui, fatta di diversità e differenze.
4 – Dietro le cifre ci sono gli esseri umani. Impariamo il bene di dare i numeri giusti.
Costruiamo le opinioni sui fatti e quando comunichiamo rispettiamo i valori dei dati per una informazione completa e corretta.
5 – Le parole sono pietre, usiamole per costruire ponti.
Se male utilizzate, le parole possono ferire e uccidere. Ridiamo il primato alla coscienza: cancelliamo la violenza dai nostri siti e blog, denunciamo gli squadristi da tastiera e impegniamoci a sanare i conflitti.
6 – Diventiamo scorta mediatica della verità.
Facciamoci portavoce di chi ha sete di verità, di pace e di giustizia sociale. Quando un cronista è minacciato da criminalità e mafie, non lasciamolo solo, riprendiamo con lui il suo viaggio.
7 – Non pensiamo di essere il centro del mondo.
Con il nostro lavoro possiamo illuminare le periferie del mondo e dello spirito. Una missione ben più gratificante della luce dei riflettori sulle nostre persone.
8 – Il web è un bene prezioso: viviamolo anche come bene comune.
Internet è rivoluzione, ma quello che comunichiamo è rivelazione di ciò che siamo. Il nostro profilo sia autentico e trasparente.
9 – Connettiamo le persone.
La società non è un groviglio di fili, ma una rete fatta di persone: una comunità in cui riconoscersi fratelli e sorelle. Il pluralismo politico, culturale, religioso è un valore fondamentale.
10 – Diamo corpo alla notizia, portiamola nelle piazze digitali.
San Francesco d’Assisi operò una rivoluzione, portare la buona notizia nelle piazze; anche oggi una rivoluzione ci attende nelle nuove agorà della Rete.