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IL DECALOGO DEL BUON SINDACO

Chi è il sindaco? E’ una persona privata che, eletta democraticamente da una parte della popolazione, diventa persona pubblica, chiamata a rappresentare tutta la popolazione e a risolvere i suoi problemi, curare i suoi interessi, promuovere il suo sviluppo, al fine di realizzare il bene comune.

1 – Tu sindaco di Avellino, coltiva il dovere di essere il sindaco di tutti, di chi ti ha votato e di chi non ti ha votato, senza preferire i primi a danno dei secondi.

2 – Tu sindaco di Avellino, opera per il bene di tutti, che non è la somma dei beni dei singoli individualizzabili, bensì il bene dell’intero corpo sociale non individualizzabile, senza farti condizionare dal pensiero di un’altra candidatura, di prepararla, formando, gestendo, accrescendo proprie clientele.

3 – Tu sindaco di Avellino, sollecita il pluralismo dell’ascolto di ogni opinione di ogni parte, anche se critica, anche se polemica, senza presumere di essere il possessore di tutta la verità, in modo da fondare il tuo governo sull’apertura costruttiva del dialogo, anziché sulla chiusura arrogante del monologo.

4 – Tu sindaco di Avellino, progetta una “città dei piccoli” che privilegi non solo i bambini e chi ne ha custodia, ma anche quei “piccoli”, relegati nei bassifondi sociali: poveri, disabili, immigrati, emarginati di ogni età.

5 – Tu sindaco di Avellino, costruisci una “città che respira”, quanto più possibile liberata da ogni tipo di inquinamento ambientale, ma pure culturale, ideologico, spirituale, forieri di avvelenamenti del corpo, della mente, dell’anima.

6 – Tu sindaco di Avellino, pensa ad una “città del lavoro e dei giovani”, puntando sulle risorse del territorio, ampliandole con iniziative culturali e turistiche, valorizzando le memorie storiche ed estetiche, favorendo la cooperazione per ogni attività produttiva, così fronteggiando la desertificazione sociale incombente.

7 – Tu sindaco di Avellino, edifica una “città della trasparenza e dell’equità”, a partire dalla trasparenza degli atti amministrativi e dei processi decisionali non solo del Comune, ma pure degli Enti partecipati. Segnatamente, è necessaria la trasparenza dei concorsi pubblici, con commissioni che garantiscano imparzialità, costituite da magistrati o funzionari prefettizi, che preparino segretamente i contenuti di esame la mattina stessa del concorso, in modo da assicurare l’effettivo merito dell’esaminando. Altrettanto necessaria è l’equità che combatta l’evasione fiscale, la corruzione e l’infiltrazione mafiosa.

8 – Tu sindaco di Avellino, favorisci una “città della comunicazione onesta”, perché “Comunicatio facit domum ac civitatem” (San Tommaso d’Aquino), accrescendo gli spazi dialogici e dialettici, promuovendo la partecipazione di ogni categoria sociale, in particolare dando voce a chi non ha voce.

9 – Tu sindaco di Avellino, innalza una “città integrata”, prima di tutto dalle periferie, urbane e al contempo esistenziali, ove allignano sovente miseria e illegalità, potenziando i servizi sociali e strutture adeguate che consentano  vivibilità, moralità e solidarietà nelle relazioni interpersonali.

10 – Tu sindaco di Avellino, pianifica una “città bella”, perché il bello è una proprietà trascendentale dell’essere di ciascuno di noi che si arricchisce sempre di più quando dall’esteriorità urbanistica la contemplazione del bello si estende all’ intimità dello spirito e alla relazionalità di rispetto e amore tra tutti.

Il  Circolo  dei  Cattolici “Giorgio La Pira” di Avellino